2019

STRADE SICURE: BRIGATA SASSARI DI NUOVO AL COMANDO A ROMA

ROMA, 14 GENNAIO 2019 - Alla presenza del Comandante delle Forze Operative Sud, Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, ha avuto luogo stamani il passaggio di responsabilità del Comando di Raggruppamento con competenza su Lazio e Abruzzo, tra la Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA e e la Brigata SASSARI, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”.
Il Comandante della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA , Generale Diego Filippo Fulco, ha ringraziato tutto il personale dipendente concludendo con un saluto rivolto a tutti gli uomini e le donne del Raggruppamento esaltandone la loro professionalità, competenza e motivazioni che li hanno contraddistinti. “A voi va il mio riconoscimento sincero per quanto avete fatto per l’Esercito in tutte le occasioni in cui siete stati impegnati, facendomi sentire orgoglioso di essere il Vostro Comandante”.
Durante i 19 mesi di attività sul territorio, la GRANATIERI DI SARDEGNA ha ottenuto risultati di assoluto rilievo tra i quali emergono: il sequestro di circa 40 kg di droga, l’effettuazione di quasi 600 fermi, l’identificazione di oltre 30.000 persone, il controllo di oltre 1.000 veicoli, il sequestro di 22 armi e 14 veicoli. Oltre ai suddetti risultati, i militari del Raggruppamento Lazio Abruzzo hanno contribuito in maniera costante ad essere sempre più un punto di riferimento per i cittadini romani e per i turisti anche per problematiche quotidiane come malori, incidenti stradali o accidentali fino al salvamento da soffocamento di un neonato, per il quale sono stati allertati immediatamente i soccorsi effettuando manovre disostruttive, grazie soprattutto alle nozioni di primo soccorso in possesso dei militari.
I militari della SASSARI, che saranno sotto la guida del Generale Andrea Di Stasio, Comandante della Brigata, nei mesi scorsi hanno svolto uno specifico addestramento di preparazione all’attività. L’addestramento del personale, prevede lezioni sul metodo di combattimento militare (MCM, lezioni di tiro con armamento individuale sia notturne sia diurne, fondamenti di primo soccorso, nozioni giuridiche ed altre attività finalizzate al controllo del territorio ed alla prevenzione della criminalità e vigilanza su siti e obiettivi sensibili.
Il Raggruppamento Lazio-Abruzzo,  comprenderà circa 2.000 militari dell’Esercito Italiano con il compito di garantire la sicurezza di circa 180 siti sensibili, presenti in maggioranza nella Capitale, Ambasciate, luoghi di culto, centri di accoglienza, stazioni ferroviarie e metropolitane, luoghi turistici e di aggregazione della città di Roma.
Sul territorio nazionale, i militari dell’Esercito, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, sono impegnati, sin dal 4 agosto 2008, in 53 città nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, per il pattugliamento delle principali aree metropolitane e la vigilanza di installazioni e obiettivi sensibili.
Dall’inizio dell’operazione ad oggi sono state arrestate complessivamente circa 16.000 persone; oltre 12.500 individui sono stati fermati e circa 19.000 sono stati denunciati a piede libero. Sono stati inoltre effettuati controlli a circa 3 milioni e 300 mila persone ed a 1 milione e 400 mila mezzi di cui sequestrati oltre 13.000, 1150 armi e 2.290 chili di droga.
FONTE: COMANDO BRIGATA GRANATIERI DI SARDEGNA - Sezione Pubblica Informazione

SINNAI, 14 GENNAIO 2019 - Lascio agli esperti il compito di analizzare l’iniziativa “epocale” promossa dal ministro Elisabetta Trenta in fatto di sindacalismo militare; vorrei limitarmi ad evidenziare due aspetti di irrinunciabile rilevanza, non prima di aver premesso una innegabile verità. Premessa: un sindacato che si rispetti, come qualunque rappresentanza di categoria, per difendere gli interessi dei propri adepti di fronte a una controparte che si dimostri sorda a recepire le istanze che le vengono proposte non dispone che di un'arma: lo sciopero. Primo aspetto: nel mondo militare “sciopero” significa “disubbedienza”. Fu e resta emblematica l’esperienza dei controllori di volo benedetta a suo tempo dall’allora Comandante Supremo delle Forze Armate, Sandro Pertini, che, per evitare uno shock istituzionale, sancì la smilitarizzazione della categoria.
Secondo aspetto: se i vertici militari non riescono a far pesare di fronte al potere politico la loro voce in fatto di bilancio della difesa (quello italiano confrontato con quelli di nazioni similari è impresentabile), di obsolescenza di sistemi d'arma e di linee mezzi, di condizioni delle infrastrutture e dei poligoni, di retribuzione del personale ecc, i vertici non possono che scegliere tra due strade: A, dire signorsì e chinare il capo, oppure B, dire signornò e dimettersi. Mentre con l’opzione A le cose non cambiano o, come accade in Italia da decenni, cambiano in peggio, con l’opzione B si possono ipotizzare due scenari. Se riguardano un caso isolato, come già successo, le dimissioni servono solo a mettere in speranzosa fibrillazione i potenziali candidati alla successione del dimissionario, candidati che avranno premura di lanciare chiari messaggi di aver preso le distanze dal “ribelle”. Ma se a dimettersi ...fossero due-tre-quattro figure chiave?
Allora sarebbe un terremoto non da poco ed emergerebbe con evidenza come dire signorsì può assumere una connotazione negativa mentre il signornò può assurgere al rango di quella che De Gaulle definiva “la virtù della disobbedienza”. Tenuto tuttavia conto che alla classe politica e a gran parte dell’opinione pubblica italiana del mondo militare non interessa granché, temo che in ogni caso il declino delle nostre Forze Armate continuerà inarrestabile, di pari passo con le decurtazioni dei bilanci militari. E per creare una cortina fumogena intorno al collasso di un problema che investe la sicurezza, l’orgoglio e la dignità nazionali, il ministro Elisabetta Trenta continuerà a occuparsi di sindacalizzazione delle Forze Armate , di lotta all'obesità, di riduzione del 25% del numero dei cappellani militari, del mitico intramontabile uranio impoverito ereditato da generazioni di politici affetti da strabismo ideologico conclamato e, dulcis in fundo, della bitumazione delle strade della Capitale.
Una politica insomma che mira a creare un soldato tuttofare, in versione Anas - Croce Rossa -Vigile del fuoco - tutore dell'ordine pubblico e traghettatore di clandestini, buono insomma per qualsiasi ruolo meno che per quello di combattente. Il tutto con buona pace dei nostri confini nazionali che una recente corrente di pensiero sostiene non sia più necessario vigilare e difendere. Sarebbe interessante conoscere in merito il parere dei vertici militari; attenzione però, perchè c'è da mettere a rischio uno scranno al Senato o alla Camera o una poltrona a Bruxelles o un ufficio direttivo in qualche azienda di livello nazionale.

                                                                                                                                                                    gen. d. nicolò manca
                                                                                                                                            (già comandante della Brigata SASSARI)

AUTISMO: INIZIATIVA CONGIUNTA ROTARY CLUB E BRIGATA SASSARI

SASSARI, 14 GENNAIO 2019 - Nei locali della Sala Convegno Unificata “Diavoli Rossi” della caserma “La Marmora”, sede del Comando Brigata SASSARI, il Rotary Club Sassari Nord ha organizzato sabato scorso una serata a scopo benefico, il cui ricavato verrà devoluto per la realizzazione di un progetto denominato “Una melodia speciale”, attraverso il quale si contribuirà all’educazione musicale dei bambini autistici che frequentano le scuole elementari e medie del capoluogo turritano.
L’iniziativa, denominata “Gran Galà della Brigata Sassari”, è il frutto della stretta collaborazione tra i Dimonios e il Rotary, a conferma del solido legame che unisce il mondo delle organizzazioni presenti sull’Isola e la Brigata. Questa importante sinergia è volta a sostenere, incoraggiare e promuovere ogni iniziativa utile a tutte quelle persone, specialmente le più deboli, che necessitano di specifica assistenza.
“Sono soddisfatta dell’impegno assunto dal Rotary Club in questa iniziativa, importantissima per offrire una possibilità di integrazione dei bimbi affetti da questa patologia”, ha detto la presidentessa del Club, Alessandra Cuccu, parole alle quale hanno fatto eco quelle del Comandante dei Diavoli Rossi, Generale di Brigata Andrea Di Stasio: “La SASSARI, una delle anime della Sardegna, non può rimanere indifferente alle esigenze dei bambini 'speciali' che vivono in questa meravigliosa terra: per questo motivo collabora con il Rotary club e le altre organizzazioni che promuovono concretamente un aiuto”.
FONTE: COMANDO BRIGATA SASSARI - SEZIONE PUBBLICA INFORMAZIONE


 

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