I SITI UFFICIALI

 
 

UNIFIL: LE MISSIONI FINO A LEONTE XXVII

    


mg stefano del col
 head of mission

force commander

bg andrea di stasio
commander
sector west

 

 



EMERGENZA COVID-19: DONATE APPARECCHIATURE PER ANALISI TAMPONI

SHAMA, 19 SETTEMBRE 2020 - Anche i laboratori dell’ospedale di Tiro e di Bint Jbeil, tra i piu’ importanti presidi sanitari del Sud del Libano, hanno due nuove moderne apparecchiature per analizzare i tamponi, strumenti necessari e indispensabili per accertare i casi di positività al Covid-19.
I macchinari sono stati donati dal contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Sud del Libano, nel corso di una simbolica cerimonia alla quale hanno preso parte il comandante del contingente italiano, generale Andrea Di Stasio, il sindaco di Tiro, Hassan Mohammed Nabouq, il sindaco di Bint Jbeil, Afif Bazzi, e personale sanitario degli ospedali governativi delle due municipalita’. Oltre alla strumentazione, sono stati donati 600 kit diagnostici nel quadro dei progetti di cooperazione civile-militare promossi dal contingente per la lotta all’emergenza Coronavirus.
L’attrezzatura, acquistata con fondi del ministero della Difesa italiano, si basa sulla metodica molecolare di reazione a catena della polimerasi (PCR), messa a punto in base alla sequenza genetica del virus Sars-Cov-2. Il tampone viene mandato in un laboratorio specializzato e, grazie a questo genere di apparecchiature, sara’ possibile confermare o meno la presenza del virus, per poi procedere all’isolamento delle persone infette.
Unanime e’ stato il ringraziamento dei medici e dei primi cittadini di Tiro e Bint Jbeil al contingente italiano e in particolare all’Italia, non solo per la consueta vicinanza al popolo libanese, ma anche per la tempestivita’ della donazione, frutto di un efficace coordinamento tra le autorita’ politiche e sanitarie locali, gli specialisti della cooperazione civile-militare del contingente italiano di Unifil e il Comando Operativo di vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa a Roma. L’assistenza al governo libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

CASCHI BLU UNIFIL SI ESERCITANO PER EVACUAZIONE CIVILI NAZIONI UNITE

NAQOURA, 18 SETTEMBRE 2020 -Nella sede del quartier generale della missione delle Nazioni Unite in Libano, si è conclusa oggi l’esercitazione “Quadriga 2020”, alla quale hanno preso parte anche i caschi blu italiani di UNIFIL. L’esercitazione, che ha visto impiegati in maniera sinergica e combinata assetti italiani di Italbatt, unità di manovra del contingente italiano su base 3° Reggimento bersaglieri della Brigata SASSARI, ed elementi della Force Commander Reserve su base franco-finlandese, ha avuto lo scopo di verificare i piani ed affinare le procedure d’intervento immediato da adottare in caso di un innalzamento della tensione nel sud del Libano, tale da richiedere l'evacuazione o il trasferimento in zona sicura del personale civile di UNIFIL e dei loro familiari.
L’attività, condotta nel rispetto delle restrizioni legate all’emergenza Covid-19, si è svolta nell’area addestrativa di “Green Hill”, a Naqoura, e ha permesso alle unità esercitate di verificare le funzioni di comando e controllo, mediante l’impiego dei sistemi di comunicazione digitalizzati di UNIFIL, mantenendo alto il livello di addestramento e di interoperabilità raggiunto tra le unità dei diversi contingenti.
L’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, il generale di divisione Stefano Del Col, ha seguito in prima persona l’attività, avvalendosi del personale di staff del proprio comando, al fine di valutare la corretta esecuzione delle procedure da parte delle unità esercitate. Presenti alle fasi finali dell’esercitazione, anche il comandante del settore Ovest di UNIFIL, il generale di brigata Andrea Di Stasio, e il capo di stato maggiore della missione, brigadier generale Jean - Pierre Fague. Gli uomini e le donne delle forze armate italiane, che dal 2006 operano nell’ambito della missione UNIFIL, hanno come obiettivi principali il monitoraggio costante della Blue Line al fine di garantire la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, il supporto alla popolazione locale, attraverso la componente di cooperazione civile-militare (CIMIC) e il supporto alle Forze Armate Libanesi, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

EMERGENZA COVID-19, ITALBATT CONSEGNA MATERIALE SANITARIO

BURJ ASH SHAMALI, 16 SETTEMBRE 2020 - I militari del contingente italiano di Unifil che operano nel Sud del Libano hanno effettuato una consegna di materiale sanitario, tra cui ausili ortopedici, defibrillatori portatili, barelle, sedie a rotelle, kit di primo soccorso e giocattoli, a favore di un’associazione di protezione civile libanese, gli scout “Al Rissalah”, da sempre impegnata in interventi di primo soccorso, antincendio, sostegno alla popolazione in caso di pubbliche calamità e nella promozione della pace e dell’unità tra i popoli.
L’attività è stata condotta nel villaggio di Burj Ash Shamali, a pochi chilometri da Tiro, dai “caschi blu” italiani di Italbatt, l’unità su base 3° Reggimento bersaglieri, schierati da poco più di un mese nel Sud del Libano sotto l’egida dell’Onu, nel delicato compito di garantire la stabilità dell’area e supportare la popolazione libanese, soprattutto in questo difficile periodo di crisi economica e di pandemia da Covid-19. Il sindaco di Burj Ash Shamali, Ali Deeb, e il presidente dell’associazione “Al Rissalah”, Ahmed Taleb, hanno ringraziato i peacekeeper italiani per la vicinanza e la solidarietà verso la popolazione civile e affermato che la donazione servirà a garantire il necessario sostegno dei più deboli e dei piu’ bisognosi. Il colonnello Carlo Di Pinto, comandante del reggimento italiano di Unifil, nel ringraziare i giovani volontari libanesi per l’importante e fondamentale lavoro che essi svolgono nel territorio, ha espresso tutta la sua soddisfazione e quella dei suoi soldati nell’aiutare il popolo libanese, così vicino all’Italia e alla Sardegna per storia e cultura, con la speranza che questi gesti di solidarietà possano alleviare le sofferenze provocate dalla crisi economica e dall’emergenza sanitaria scaturita dalla pandemia.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

LA SOLIDARIETÀ DEI "CASCHI BLU" DI ITALBATT: DONAZIONE PER BIMBI LIBANO DEL SUD

AL MANSOURI UNP 1-26, 15 SETTEMBRE 2020 - Un’importante consegna di medicinali, vestiario, giocattoli e materiale scolastico è stata effettuata dai caschi blu del contingente italiano di Unifil a favore di bambini libanesi e di centinaia di piccoli profughi. “Si è trattato di una grandissima opportunità anche per i nostri soldati”, ha dichiarato il colonnello Carlo Di Pinto, comandante di Italbatt, l’unità di manovra su base 3° Reggimento bersaglieri della Brigata SASSARI responsabile della consegna del materiale.
“Questo genere di iniziative - ha proseguito il col. Di Pinto - costituiscono la pietra miliare dell’operato che Unifil intende lasciare in eredità alle future generazioni, specialmente quelle più bisognose del Libano del Sud”. L’attività rientra nell’ambito dei progetti di cooperazione civile-militare del contingente italiano. Parole di apprezzamento sono state espresse dalla congregazione dei Fratelli Maristi, cui è stato consegnato il materiale, che si occupa dell’educazione dei bambini e dei giovani, in particolare di quelli più bisognosi. L'attività è stata possibile grazie alla solidarietà della Caritas diocesana di Salerno e di Sant’Angelo dei Lombardi, della sezione salernitana dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, della parrocchia di Santa Maria della Misericordia di Olivetro Cita e della casa editrice Panini.
L’assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
La Joint Task Force Lebanon – Sector West, attualmente su base base Brigata SASSARI, e' al comando del generale di Brigata Andrea Di Stasio. Del contingente fanno parte oltre 1.000 militari italiani, tra i quali circa 450 "sassarini", che operano insieme ai peacekeeper provenienti da 16 nazioni (Italia compresa): Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

COMANDANTE UNIFIL GENERALE DEL COL INCONTRA "CASCHI BLU" DEL SECTOR WEST

SHAMA, 11 SETTEMBRE 2020 - A pochi giorni dalla conclusione del forum tripartito presieduto fra gli alti rappresentanti delle forze armate libanesi e israeliane nella postazione Onu di Ras Naqoura, il generale di divisione Stefano Del Col, capo missione e comandante della Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud, ha incontrato i “caschi blu” del Sector West di Unifil, il contingente multinazionale su base Brigata SASSARI.
"Il consolidato successo della missione Unifil lo si deve alla dedizione, al sacrificio, al senso del dovere e della responsabilità di ognuno di voi" ha esordito il generale Del Col nel suo indirizzo di saluto ai peacekeeper schierati nella base UNP 2-3 di Shama, intitolata alla memoria della Medaglia d'Oro al Valor Militare Andrea Millevoi. Riferendosi alla "calma fragile" che regna nell’area sotto la sua giurisdizione "considerando il delicato contesto politico, economico e sociale che rischia di aggravarsi vista l'emergenza sanitaria in corso", Del Col ha sottolineato il delicato impegno dei militari del contingente a guida italiana, chiamati a garantire, con imparzialita’ e trasparenza, il rispetto della risoluzione 1701 e successive del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel fare riferimento ai difficili anni della guerra civile e al disastroso conflitto che ha insanguinato il Libano nel 2006, il comandante di Unifil non ha esitato a definire "straordinari" i progressi della missione nel "Paese dei cedri" ed esortato i "peacekeeper" a "continuare a garantire la stabilità dell’area attraverso il mantenimento della cessazione delle ostilità, supportare le forze armate libanesi e ricercare il consenso unanime della popolazione locale" mediante la realizzazione di progetti di cooperazione civile-militare.
Quanto ai tratti distintivi della missione, il generale ha posto l’accento sull’importanza dell’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la 2539 dello scorso 28 agosto, che ha rinnovato per un altro anno il mandato di Unifil e gettato le basi per un’ulteriore sinergia tra la missione e le parti verso gli obiettivi del mandato. "Siamo pronti ad aiutare e a continuare a fornire ogni assistenza e sostegno al popolo libanese anche a seguito della tragica esplosione al porto di Beirut del 4 agosto scorso", ha concluso il generale Del Col, che ha lodato la capacità di risposta di Unifil e del Sector West. Sin dalle primissime ore successive all'esplosione, infatti, un convoglio del contingente italiano, in coordinazione con il Comando Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa, è entrato a Beirut per sgomberare via terra i feriti ed estrarre il personale nazionale e dell'Onu dalle macerie. La visita dell’Head of Mission e Force Commander è stata l’occasione per inaugurare lo stemma Unifil disegnato all’ingresso del quartier generale di Sector West, raffigurante lo stemma dell’Onu, sormontato dalle bandiere nazionali italiana e libanese, con alla base la scritta “All together!”, quale sprone a lavorare tutti insieme per la pace.
Il generale di divisione Stefano Del Col, quarto italiano a capo e comandante di Unifil, una delle missioni delle Nazioni Unite più importanti con oltre 10.000 uomini sul terreno, è stato accolto al suo arrivo dal generale di brigata Andrea Di Stasio, sotto il cui comando operano 3.800 "caschi blu" (1.000 gli italiani) di 16 dei 45 paesi contributori alla missione di pace istituita nel 1978.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

CONTINGENTE ITALIANO RESTAURA REPARTO EMATOLOGIA OSPEDALE BINT JBEIL

SHAMA, 10 SETTEMBRE 2020 - Il reparto di ematologia dell'ospedale di Bint Jbeil è stato sottoposto ad un importante intervento di restauro grazie a un progetto di sviluppo del settore sanitario portato a termine dal contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata al confine con lo stato di Israele.
I lavori, progettati e diretti dal contingente e realizzati con fondi del Ministero della Difesa, hanno riguardato la manutenzione straordinaria del primo piano dell'ospedale governativo, un'area di circa 680 metri quadrati che può contare su 16 stanze doppie, per un totale di 32 posti letto, destinati alla cura di pazienti affetti da malattie del sangue, anche molto gravi, quali leucemie, linfomi e mielomi. “I lavori di ristrutturazione hanno dato vita a un reparto moderno e all'avanguardia che permetterà di aumentare la qualità e il comfort dell’assistenza clinica ai pazienti”, ha affermato il direttore dell'ospedale, Taufil Farj, a margine della cerimonia di inaugurazione, alla quale hanno partecipato il sindaco di Aytarun, Salim Mrad, il sindaco di Yarun, Ali Tehfeh, e il comandante del settore Ovest di Unifil, generale di brigata Andrea Di Stasio.
“Grazie all'intervento del contingente italiano, al quale va il nostro ringraziamento per la vicinanza e la consueta attenzione al soddisfacimento delle esigenze di carattere sanitario del distretto, sarà possibile riprendere a pieno ritmo le attività connesse con la diagnosi e la cura di patologie ematiche che possono colpire anche le fasce più giovani della popolazione”. Come ha spiegato il direttore dell'ospedale, il reparto si conferma sempre di più “un’eccellenza nel campo dell'assistenza e del consolidamento dell’emergenza-urgenza dell’intero governatorato di Nabatiye”.
“Il diritto di ogni cittadino alla salute - ha sottolineato il generale Di Stasio - è fondamentale per il benessere e la prosperità del Paese. Sono questi i cardini per l’elevazione della dignità dell’individuo in ogni società e quindi di primario interesse anche per l'intero popolo libanese. Per questa ragione ho condiviso immediatamente la proposta e la necessità di intervenire tempestivamente, compatibilmente con i tempi di progettazione ed esecuzione dei lavori, nella realizzazione di questo progetto, perseguendo il ripristino e la piena funzionalità della struttura sanitaria nel minor tempo possibile”.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

ESPLOSIONI IN PORTO BEIRUT: MINUTO DI SILENZIO NELLE BASI UNIFIL IN MEMORIA VITTIME

BASI UNIFIL, 4 SETTEMBRE 2020 - Oggi, a un mese dalle esplosioni nel porto di Beirut, le forze di pace di UNIFIL osservato un minuto di silenzio pregando per le vittime.
"Siamo solidali con le famiglie delle vittime, col popolo del Libano - questo il twett sul profilo ufficiale di UNIFIL - piangendo la perdita di tante vite e lodando le azioni eroiche di tutti i soccorritori".

UNIFIL: GEN. DEL COL PRESIEDE INCONTRO TRIPARTITO CON LAF E IDF

NAQOURA, 3 SETTEMBRE 2020 - Il capo Missione e comandante della Forza UNIFIL, generale di Divisione Stefano Del Col, ha presieduto oggi un incontro tripartito con alti ufficiali delle Forze Armate libanesi (LAF) e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nella base ONU a Ras Al Naqoura. Durante la riunione, la terza dopo l'inizio dellì'epidemia di COVID-19 tenuta con un ordine del giorno ridotto a causa delle restrizioni sanitarie in atto, le discussioni si sono focalizzate sulla situazione lungo la Blue Line, sulle violazioni aeree e terrestri, nonché su altri aspetti contemplati dal mandato dell'UNIFIL ai sensi della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il generale Del Col ha espresso forti preoccupazioni per due recenti episodi di violazione della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele avvenuti il 27 luglio e il 25 agosto, e le tensioni cresciute lungo la linea di confine. Del Col ha aggiornato le parti sulle indagini che UNIFIL sta svolgendo sugli incidenti e ha chiesto misure urgenti per evitare che si ripetano. "Le vostre azioni lungo la Blue Line dovrebbero essere prioritarie verso la riduzione della tensione e della de-escalation avvalendovi - ha detto Del Col - delle nostre collaudate modalità di collegamento e coordinamento ed evitando azioni unilaterali".
Guardando al futuro, il capo Missione dell'UNIFIL ha informato le delegazioni sull'adozione la scorsa settimana della risoluzione 2539 da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha rinnovato il mandato dell'UNIFIL per un altro anno. "Il Consiglio di sicurezza, nel rinnovare il mandato dell'UNIFIL, ha chiarito le sue aspettative dalla Missione, ma soprattutto da entrambe le parti. Ora è importante che lavoriamo insieme con rinnovata energia verso gli obiettivi posti - ha concluso - e, a tal fine, non vedo l'ora che il vostro impegno proattivo con UNIFIL aumenti in futuro".
Il Generale Del Col si è complimentato con le parti per il riconoscimento da parte del Consiglio di sicurezza del ruolo "costruttivo" svolto dal forum tripartito nel facilitare il coordinamento e nella de-escalation delle tensioni, osservando che il Consiglio ha incoraggiato UNIFIL a rafforzare le capacità del meccanismo tripartito. "Questo forum ha dimostrato la sua validità - ha detto Del Col - raggiungendo accordi pratici su questioni controverse. Agiamo attivamente su questo per esplorare ulteriori strade in grado di portare una maggiore stabilità lungo la linea blu".
Le riunioni tripartite si sono svolte regolarmente sotto l'egida di UNIFIL dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, dimostrandosi meccanismo essenziale di gestione dei conflitti e di costruzione della fiducia.
FONTE: UNIFIL- UN MISSION

EMERGENZA SANITARIA IN LIBANO: RACCOLTA STRAORDINARIA DI SANGUE AL SECTOR WEST

SHAMA, 2 SETTEMBRE 2020 - Rispondere alla necessità improrogabile di sangue ed emoderivati per poter fronteggiare contemporaneamente un'emergenza come quella rappresentata dal virus Sars-CoV-2, che rischia di provocare un calo delle scorte nel paese, e di quelle per le migliaia di persone rimaste ferite nella tragica esplosione del 4 agosto scorso che ha devastato l'area del porto di Beirut. Sono queste le ragioni che hanno spinto i “caschi blu” del contingente italiano ad organizzare una raccolta straordinaria di sangue.
Sentimenti di riconoscente gratitudine per la riuscita dell'iniziativa sono stati espressi dal coordinatore della Croce Rossa per il Sud del Libano, Ali Saad, a conferma dello storico legame di amicizia e vicinanza esistente tra il Libano e l'Italia. “La donazione odierna è un gesto spontaneo, espressione di supporto concreto alla popolazione libanese che va ben oltre le parole - ha affermato Ali Saad - il sangue è indispensabile per salvare la vita di chi lo riceve soprattutto in un periodo in cui le banche del sangue si svuotano ed occorre sopperire alla carenza di emoderivati quale reale necessità a seguito della disgrazia di Beirut. Sono numerosi, infatti, i pazienti che vengono trasfusi ogni giorno negli ospedali del Libano, molti dei quali sono persone rimaste coinvolte proprio nella spaventosa esplosione che ha investito il porto e diversi quartieri limitrofi della capitale”.
Il generale Andrea Di Stasio, comandante del contingente italiano di Unifil, ha invece sottolineato come la donazione di sangue rappresenti “una delle tante espressioni di vicinanza dei 'caschi blu' italiani nei confronti del popolo libanese, ma soprattutto un gesto di vera amicizia che abbiamo sentito in questo particolare momento di bisogno che sta attraversando il paese. Nonostante i rischi legati al Covid-19, non possiamo, nè tantomeno vogliamo fermare le nostre attività, perché proprio questo è per noi il momento in cui dobbiamo essere vicini al Libano e supportarlo per superare insieme ogni difficoltà”. Analoghe iniziative, coordinate dai militari della cooperazione civile-militare, saranno infatti intraprese nelle prossime settimane con l'avvio di un programma di donazioni periodiche da parte dei “caschi blu” di altre nazioni che operano sotto il comando italiano di Unifil.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

CONTINGENTE ITALIANO RISTRUTTURA A QANA MENSA CENTRO PER BIMBI CON DISABILITÀ

SHAMA, 31 AGOSTO 2020 - Un progetto di rinnovamento finalizzato a migliorare la qualità della vita dei ragazzi “speciali” che vivono la struttura, a rendere più efficiente il centro, offrire una gamma di servizi più ampia ed attagliata alle esigenze degli utenti. Questo, in sintesi, il progetto che i “caschi blu” del contingente italiano di Unifil hanno realizzato nel centro “Al-Basma Center for special needs”, la struttura riabilitativa che si occupa della cura, dell'istruzione e dell’integrazione dei giovani diversamente abili di Qana, un villaggio di circa diecimila abitanti a sud-est di Tiro, nel Libano meridionale.
In particolare, l’intervento complessivo ha riguardato lavori di adeguamento delle condizioni di sicurezza dell'immobile e una nuova destinazione d'uso dei locali che ha interessato gli spazi della mensa, realizzata ex novo secondo moderni standard di efficientamento energetico e di adeguamento degli impianti, uno spazio che darà modo ai ragazzi di rendersi sempre più autonomi e di sperimentare momenti di aggregazione e convivialità. Grazie a questo progetto, realizzato dal contingente italiano di Unifil con fondi del ministero della Difesa, gli assistenti sociali del centro potranno garantire agli ospiti il mantenimento e lo sviluppo di abilità nell'ambito cognitivo, dell'autonomia personale, sociale, affettiva e, dove è possibile, occupazionale.
Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il sindaco di Qana Mohammed Hassan Kresht, il direttore dell'istituto Hassan Daklallah e il generale di brigata Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. “Il tema della disabilità e la conquista di autonomia e inclusione sociale delle persone che ne sono affette richiedono grande attenzione e sensibilità”, ha dichiarato il generale Di Stasio. “Sono convinto, infatti, che sia estremamente importante investire nella dimensione culturale ed educativa dell’accoglienza in tutti gli ambiti della nostra società, perché nessuno ne resti ai margini. Noi militari - ha concluso Di Stasio - scegliamo di fare i soldati per realizzare il sogno della pace e per supportare le persone piu’ deboli alle quali, attraverso questo progetto, stiamo dando un futuro migliore”. "E’ un giorno importante - ha commentato il sindaco di Qana - in cui si finalizza un autentico atto di solidarietà. Desidero ringraziare sentitamente il contingente italiano di Unifil che ha reso possibile tutto questo e manifestare la nostra riconoscenza per l'impegno e la continua vicinanza nei confronti di una delle fasce piu’ deboli della nostra popolazione. Da sempre il Libano e l'Italia sono paesi uniti da legami antichi e profondi".
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

PEACEKEEPER ITALIANI DONANO IMPIANTI A COOPERATIVA CASEARIA DISTRETTO BINT JBEIL

SHAMA, 27 AGOSTO 2020 - Aumentare considerevolmente i volumi di raccolta e di conservazione del latte proveniente dai soci produttori, incrementando così una produzione casearia diversificata e di qualità a chilometro zero che, facendo ricorso a manodopera del posto, possa ingenerare ricadute economiche positive sul territorio. Sono questi gli obiettivi che i dirigenti della cooperativa comunale del latte di Aytarun, nel distretto di Bint Jbeil, si prefiggevano di raggiungere e che ora sono diventati realtà grazie al determinante contributo del contingente italiano di Unifil che ha finanziato e realizzato la costruzione di un nuovo reparto per la conservazione del latte e la stagionatura dei prodotti caseari, ma anche progettato l'adeguamento tecnologico dello stabilimento mediante la fornitura di impianti e macchinari all'avanguardia per la trasformazione del latte.
E’ stato il sindaco di Aytarun, Selim Mourad, a darne notizia nel corso di una breve cerimonia alla quale ha preso parte il generale Andrea Di Stasio, comandante del contingente italiano di Unifil, la Forza d’interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. Dopo il taglio del nastro, unanime e’ stato il ringraziamento che il sindaco di Aytarun e i dirigenti della cooperativa hanno rivolto all'Italia per la grande attenzione a un progetto che punta a valorizzare e rendere ancora più competitiva la cooperativa a livello locale. Nel rivolgersi ai presenti, il generale Di Stasio ha espresso la propria soddisfazione nell'aver sostenuto una delle realtà di maggior rilievo nel settore lattiero-caseario del distretto di Bint Jbeil, sia dal punto di vista economico, per il volume d'affari sviluppato, sia dal punto di vista sociale per la stragrande maggioranza delle persone, non solo del comune di Aytarun, ma anche di quelli limitrofi che, in qualità di soci produttori di latte o di dipendenti, trarranno beneficio dall'attività del caseificio. In questa situazione di assoluta emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus, le strutture cooperative temono infatti di non essere più in grado di trasformare tutto il latte raccolto dai loro soci con la conseguenza di un drastico crollo delle vendite di molti prodotti trasformati. Risolutivo, in tal senso, è stato l'intervento del contingente italiano di Unifil grazie al quale la cooperativa, insieme a tutti gli operatori del settore, potrà intraprendere ogni possibile misura pur di non arrivare al fermo dell'attività e puntare ad un ulteriore salto di qualità, garantendo ai consumatori l’assoluta eccellenza e freschezza dei propri prodotti, assicurandone una tracciabilità giornaliera fino alla stalla d’origine.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

UNIFIL SECTOR WEST, CERIMONIA CONSEGNA MEDAGLIE ONU A MALBATT

MA'RAKAH CAMP (UNP 2-1 ), 26 AGOSTO 2020 - Presieduta dal comandante del Settore Ovest della missione UNIFIL, Generale di Brigata Andrea Di Stasio, si è svolta nella base UNP 2-1 di Ma'rakah la cerimonia di consegna delle medaglie ONU ai peacekeeper di MALBATT.
La consegna delle medaglie ONU è un atto importante che riconosce la dedizione di coloro che hanno servito in UNIFIL per mantenere la pace nel sud del Libano e aiutare la popolazione nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel suo discorso il Comandante del settore ovest ha ringraziato il governo malese per la sua partecipazione, fin dal 2007, alla missione UNIFIL e ha elogiato i peacekeeper di MALBATT 850-7 per lo spirito di unità, impegno, determinazione e il livello professionale espresso. IL Generale Di Stasio ha poi ricordato come UNIFIL stia attualmente affrontando la pandemia di COVID-19 che sta interessando anche il sud del Libano. Tuttavia l'impegno della Brigata multinazionale del Settore Ovest e di MALBATT 850-7 non è diminuito e i peacekeeper hanno adottato le misure precauzionali necessarie per salvaguardare se stessi e la popolazione locale dal contagio, continuando però ad assolvere al proprio compito senza che le attività operative subissero flessioni.
FONTE: #MALBATT8507 #DEVOTEDTOWARDSPEACE

 

VENTILATORI POLMONARI A OSPEDALI TIRO IN DONO DA CONTINGENTE ITALIANO

SHAMA, 23 AGOSTO 2020 - Quattro ventilatori polmonari di ultima generazione vanno ad aggiungersi ai macchinari già presenti all'interno dei reparti di rianimazione e pneumologia degli ospedali della municipalità di Tiro, alcuni tra i principali presidi sanitari del Sud del Libano maggiormente coinvolti nell'assistenza della popolazione locale colpita dal Coronavirus. E’ la risposta del contingente italiano di UNIFIL dal 27 luglio a guida Brigata SASSARI all'appello lanciato dal direttore degli ospedali pubblici di Tiro Mohamad Hamade per far fronte all’emergenza Covid-19 che in Libano ha fatto registrare già numerose vittime.
“Stando ai dati forniti dal ministero della Salute Pubblica, i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati dall'inizio dell'emergenza sanitaria stanno aumentando in modo significativo, ancor piu’ che in passato - spiega il sindaco di Tiro, Hassan Mohammed Dabouq - percio’ ringraziamo il contingente italiano di UNIFIL che si è mosso fin da subito per questa importante donazione che consentirà la creazione di ulteriori due nuove postazioni strettamente necessarie e indispensabili per la gestione dei pazienti affetti da Coronavirus”. “Queste apparecchiature ci permetteranno di ammodernare e di ingrandire la shock room della terapia intensiva dei nostri ospedali che durante l'emergenza Covid è il cuore delle attività rianimatorie - precisa il prefetto di Tiro Mohammed Ali Jaffal - potremo finalmente contare su un reparto pronto a rispondere alle esigenze di emergenza-urgenza del territorio".
Riguardo alla difficile situazione economica che sta vivendo il Paese, il generale Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di UNIFIL, ha sottolineato che il contingente italiano, oltre a garantire la stabilità di quest’area cruciale per gli equilibri del Medio Oriente, “continuerà ad assistere le forze armate libanesi e a sostenere la popolazione locale in questo difficile momento. Voglio che il contingente italiano stia vicino alla popolazione libanese in questo momento cruciale di crisi politica, economica e sanitaria. Proprio ora, con i fatti, dobbiamo assolvere alla missione di pace 'perpetua' dell’Onu”. La donazione dei ventilatori polmonari, interamente finanziata con fondi italiani, rientra nell'ambito dei progetti di cooperazione civile-militare che il contingente italiano porta avanti da anni per garantire l'assistenza alla popolazione libanese che, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate locali, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

CONTINGENTE ITALIANO DONA STRUMENTI OTTICI ALL'OSPEDALE DI TURA

SHAMA, 18 AGOSTO 2020 - Tre strumenti specialistici ad alta precisione, indispensabili per un’accurata osservazione e ispezione dei bulbi oculari, sono stati donati dal contingente italiano in Libano al poliambulatorio di Tura, località di circa cinquemila abitanti a pochi chilometri da Tiro. La strumentazione consentirà ai medici oculisti della struttura sanitaria di effettuare approfonditi esami diagnostici oftalmologici, individuando precocemente eventuali patologie anche nei pazienti ospedalizzati, non ultima la congiuntivite virale da Coronavirus, sintomo precoce della malattia, difficilmente identificabile rispetto alle comuni e molto diffuse congiuntiviti.
“Gli occhi e in particolare la congiuntiva - spiega il tenente colonnello Lucius Occhiolini, medico del contingente italiano,  - possono essere una porta di ingresso per il Coronavirus che viene poi trascinato tramite le vie di deflusso delle lacrime all’interno del naso e della gola. Molto spesso questa manifestazione rappresenta il primo segno di una infezione e pertanto va precocemente riconosciuta”. La consegna della strumentazione, organizzata nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie per l’emergenza Coronavirus, si e’ svolta alla presenza del comandante del contingente italiano di Unifil, generale Andrea Di Stasio, del sindaco di Tura Mohammed Haider e del sindaco di Tiro Hassan Mohammed Nabouq, nel ruolo di presidente dell’Unione delle municipalità di Tiro. “L’Italia ha sperimentato il dolore per la perdita di tantissime vite umane e vissuto appieno la gravità della situazione - ha affermato il generale Di Stasio - per questo l’idea della donazione è stata immediata, sin dai primi istanti del mio comando, dopo un dialogo aperto con le principali autorità governative del territorio. Durante questa emergenza sanitaria senza precedenti per il Libano, che si trova a fare i conti anche con una gravissima crisi economica e politica, la risposta verso i nostri fratelli libanesi è stata unanime e forte e il contingente italiano ha fatto la sua parte, attivandosi immediatamente per capire come dare il proprio contributo”.
I due importanti esponenti locali hanno ringraziato i "caschi blu" italiani e sottolineato l’importanza della donazione nei confronti della municipalità locale, “indispensabile per affermare il diritto primario di accesso della popolazione a un’assistenza specialistica di qualità nelle cure oftalmologiche da erogare ai pazienti”. L'assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate locali, è infatti uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

ROMA, 7 AGOSTO 2020 - In collegamento da Shama dalla base UNP 2-3, intitolata alla memoria della Medaglia d'Oro al Valor Militare Andrea Millevoi, sede del quartier generale del contingente italiano e del settore occidentale della missione Unifil, il portavoce del contingente e della Brigata SASSARI, Ten. Col. Marco Mele, racconta a Radio Esercito qual è la situazione a Beirut e le azioni messe in atto per portare i primi soccorsi e aiutare la popolazione di Beirut.
FONTE: RADIO ESERCITO.

LIBANO: ARRIVATI A BEIRUT PRIMI DUE VOLI CON AIUTI ITALIANI

BEIRUT, 7 AGOSTO 2020 - Sono arrivati ieri a Beirut i primi due due velivoli C-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa, con a bordo un team composto da Vigili del Fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare), con materiale umanitario e medico.
Anche il comando del Sector West di Unifil, a guida italiana, ha inviato a Beirut assetti specializzati CBRN, medici e psicologi. L'aiuto italiano al Libano continuerà, come ha confermato il ministro degli esteri Luigi Di Maio in una telefonata col suo omologo libanese Charbel Wehbe. "Il Libano - ha detto Di Maio - può contare su sostegno incondizionato dell'Italia, pronta a fornire l'assistenza necessaria per questa emergenza senza precedenti".

ITALAIR COMMEMORA CADUTI VOLO "CHARLIE FOUR" DEL 6 AGOSTO 1997

NAQOURA, 6 AGOSTO 2020 - Nell’eliporto del Quartier Generale della missione delle Nazioni Unite in Libano, sono stati ricordati i Caduti dell’incidente aereo avvenuto il 6 agosto 1997 costato la vita a 5 peacekeeper. Quella notte, un elicottero AB-205 della Task Force Italair, mentre effettuava un volo di addestramento notturno tra le basi UNP 6-44 e UNP 6-41, a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche, precipitò al suolo incendiandosi.
Nello schianto morirono quattro militari italiani e un irlandese. L’equipaggio era costituito da due piloti, i maggiori dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) Antonino Sgrò e Giuseppe Parisi e dal tecnico specialista, il primo maresciallo Massimo Gatti. A bordo, come passeggeri, anche il brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Daniel Forner e il sergente irlandese John Lynch.
Al termine della cerimonia, svoltasi in forma ridotta e sobria nel rispetto delle misure connesse con l’emergenza Coronavirus, il comandante del contingente italiano di Unifil e pilota dell’AVES, generale di brigata Andrea Di Stasio, accompagnato dal tenente colonnello Andrea Onofri della Task Force "Italair", ha deposto una corona di alloro in memoria dei Caduti del volo “Charlie four” presso il monumento in loro onore, benedetto dal cappellano militare del contingente, don Pietro Murgia.
Parole di profonda gratitudine per i Caschi Blu che hanno dato la vita nell’adempimento del proprio dovere sono state espresse nella breve allocuzione del tenente colonnello Onofri che ha rigraziato sentitamente gli equipaggi di Italair “per la dedizione al servizio e per il significativo contributo che forniscono, contribuendo quotidianamente alla stabilità e alla sicurezza nel Sud del Libano”.
La Task Force Italair, impiegata direttamente dal generale di divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di Unifil, è composta principalmente da piloti, tecnici operatori di bordo e personale di supporto del 2° Reggimento Aves “Sirio” di Lamezia Terme, con il concorso di personale effettivo ad altri reparti dell’AVES e di equipaggi di volo della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. Le missioni di volo svolte rientrano tra le peculiarità dell’AVES tra cui spiccano le attività di evacuazione sanitaria, ricognizione, collegamento e trasporto.
FONTE: DIFESA.IT

LANCIERI MONTEBELLO (8°) CEDONO COMANDO ITALBATT AI SASSARINI DEL 3° BERSAGLIERI

AL MANSOURI UNP 1-26, 5 AGOSTO 2020 - Con la resa degli onori allo Stendardo del Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), che lascia il Libano, e alla pluridecorata Bandiera di Guerra del 3° Reggimento Bersaglieri di Teulada, appena giunta nel “Paese dei cedri”, ha avuto luogo nella base di Al Mansouri la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello Giuseppe Cacciaguerra e il colonnello Carlo Di Pinto al comando di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano di Unifil.
Il generale Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil, ha suggellato l’evento con il passaggio simbolico della Bandiera delle Nazioni Unite tra il comandante cedente e il comandante subentrante. Durante la cerimonia è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della tragica esplosione avvenuta ieri nel porto di Beirut in cui hanno perso la vita centinaia di persone e altre migliaia, tra le quali un militare del contingente italiano, sono rimaste ferite.
Il mandato del 3° Reggimento Bersaglieri ha inizio in un periodo caratterizzato dal difficile contesto socio-politico ed economico del Libano, aggravatosi ulteriormente per via della pandemia da Covid-19 che proprio in questi giorni ha spinto il governo libanese a dichiarare un nuovo confinamento. Nonostante l’emergenza sanitaria, adottando i previsti dispositivi di protezione individuali, Italbatt continuerà a svolgere le attività operative, comprese quelle in cooperazione con le Forze armate libanesi, adattatandole alla situazione, assicurando giorno dopo giorno il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità e garantendo il rispetto del cessate il fuoco nell'area mediante posti di controllo e di osservazione, ma anche attraverso pattugliamenti nell’area costiera a Sud della città di Tiro e lungo la "blue line", la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. Proseguirà il supporto alla popolazione locale attraverso progetti di cooperazione civile-militare nel campo dell’assistenza sanitaria in tutte le ventiquattro municipalità presenti nell’area di responsabilità e la promozione di attività educative nelle scuole, anche attraverso l’ausilio dei moderni mezzi di comunicazione.
Da oggi, nei ranghi di Italbatt, oltre ai bersaglieri del comando del 3° Reggimento e del XVIII battaglione “Poggio Scanno”, opereranno i militari del Gruppo Squadroni “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno, del Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi” di Persano e assetti specialistici del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

ESPLOSIONE BEIRUT: ITALIA INVIA SPECIALISTI E AIUTI UMANITARI IN LIBANO

ROMA, 5 AGOSTO 2020 - In seguito alle esplosioni che hanno devastato ieri la città di Beirut e alla conseguente mobilitazione della comunità internazionale per inviare al più presto aiuti umanitari, il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha immediatamente messo a disposizione della Protezione Civile, per il tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore Difesa, due velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare.
I velivoli, appartenenti alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, decolleranno nelle prossime ore, come da ordine del Comando delle Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, con a bordo un team composto da Vigili del Fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare). Una seconda missione è prevista per domani, dedicata al trasporto di materiale umanitario e medico.
Il 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” è il reparto dell’Esercito deputato ad assolvere compiti in materia di difesa specialistica CBRN. Sul territorio nazionale, così come in tutti i teatri operativi in cui sono impiegate le Forze Armate italiane, assetti specialistici del 7° garantiscono le attività peculiari di rivelazione, identificazione, campionamento e decontaminazione.
Il C-130J, in dotazione alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, è un velivolo da trasporto di personale, materiali e mezzi, spesso utilizzato anche in attività di supporto a favore della collettività, come nel caso di trasporti sanitari d'urgenza, di pazienti in imminente pericolo di vita, che richiedono l'imbarco di una ambulanza o in bio-contenimento. Questi velivoli sono stati utilizzati recentemente anche per il trasporto di materiale sanitario in tutto il Paese, nonché per il trasporto di aiuti umanitari in Paesi colpiti da calamità, come ad esempio nel caso dell’Ucraina, a seguito dell’alluvione di giugno, per citare solo il caso più recente.
FONTE: SMD - Dipartimento Pubblica Informazione e Comunicazione

ESPLOSIONE IN PORTO BEIRUT: LEGGERMENTE FERITO MILITARE ITALIANO

BEIRUT, 4 AGOSTO 2020 - Una forte esplosione avvenuta all’interno del porto di Beirut ha coinvolto un team della missione Unifil. Un militare italiano del contingente ha riportato lievi ferite. È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute.
Sul posto, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza libanesi, sono intervenuti i soccorsi del Sector West di Unifil che stanno provvedendo all'evacuazione del personale.
Sono in corso gli accertamenti da parte di Unifil e delle forze di sicurezza libanesi per accertare la dinamica dell'accaduto. Nella foto: il momento dell’esplosione pubblicato sul profilo Instagram di Beirut page.
FONTE: SMD - Dipartimento Pubblica Informazione e Comunicazione

CONTINGENTE ITALIANO DONA ECOGRAFO E FARMACI PEDIATRICI A CROCE ROSSA TIRO

SHAMA, 29 LUGLIO 2020 - Un ecografo portatile è stato donato alla Croce Rossa di Tiro dai militari del contingente italiano che operano nell'ambito della missione Unifil, la forza di interposizione della Nazioni Unite nel Libano del Sud. L'apparecchio consentirà ai medici impegnati in prima linea nella lotta al Coronavirus di effettuare accertamenti diagnostici direttamente a domicilio sul paziente, evitando possibili contagi da trasporto in ospedale.
L'ecografo e’ utile anche per effettuare l'ecoFAST (acronimo per Focused Assessment with Sonography for Trauma), metodica utilizzata nella medicina d'urgenza, che consiste in uno screening eseguito sul paziente allettato attraverso l'utilizzo di ultrasuoni per la ricerca di sangue che si raccoglie intorno al cuore (tamponamento cardiaco) o agli organi addominali (emoperitoneo) dopo un trauma fisico.
La consegna dell'ecografo, a cui si aggiunge anche un’importante donazione di farmaci pediatrici, è stata effettuata dal Reggimento "Lancieri di Montebello" (8°) alla presenza della presidente della Croce Rossa di Tiro Mouzaiyan Siklawy Ajami che ha espresso sentimenti di riconoscenza nei confronti dei "caschi blu" italiani per il gesto di alto valore sociale nei confronti delle comunità locale.
L'assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate locali, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

BRIGATA SASSARI SUBENTRA A GRANATIERI DI SARDEGNA AL COMANDO DEL SECTOR WEST
 

SHAMA, 26 LUGLIO 2020 - Passaggio di consegne tra la Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA, comandata dal generale Diego Filippo Fulco, e la Brigata SASSARI, comandata dal generale Andrea Di Stasio, nell’ambito della missione Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Sud del Libano. A sovrintendere alla cerimonia nella base di Shama è stato il generale Stefano Del Col, capo missione e comandante delle forze di Unifil nel Libano meridionale. Presente anche l’ambasciatrice d’Italia in Libano Nicoletta Bombardiere e numerose autorità religiose, civili e militari locali.
La Brigata SASSARI inizia la sua missione in un contesto politico, economico e sociale delicato che rischia di aggravarsi sempre di più a causa dell'emergenza sanitaria in corso. "Un grosso in bocca al lupo alla Brigata SASSARI che già conosce l'area di operazioni", ha sottolineato durante il suo intervento il generale Del Col, quarto italiano a comandare Unifil, una delle missioni delle Nazioni Unite più importanti con i suoi oltre 10.000 uomini sul terreno. "È un periodo un po’ particolare, ma sono certo - ha detto ancora Del Col - che con la pazienza, la devozione la professionalità si riuscirà a superare anche questo difficile momento".
La Brigata SASSARI, alla sua seconda missione in Libano con i colori delle Nazioni Unite dopo il mandato semestrale del 2016, assume il comando del settore Ovest di Unifil in cui operano 3.800 “caschi blu” di 16 nazioni. Del contingente multinazionale fanno parte 1.000 militari italiani, 450 dei quali appartenenti alla SASSARI. Il mandato di Unifil consiste nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell'11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La risoluzione prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul territorio e nel garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. La missione Unifil ha anche lo scopo di assistere la popolazione civile e sostenere le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura.
La Brigata SASSARI, costituita con la mobilitazione del 1915, è la Grande Unità dell'Esercito italiano che ha conquistato il più alto numero di decorazioni ai reggimenti e individuali nella Grande Guerra. E nei ranghi della SASSARI è inserito il Glorioso TERZO Bersaglieri, il reggimento più decorato delle Forze Armate italiane: la sua Bandiera di Guerra è insignita di due Ordini Militari d'Italia, tre Medaglie d’Oro, tre d’Argento e tre di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito e una Medaglia di Bronzo al Valore Civile.
Il dispiegamento della Brigata SASSARI nel "Paese dei cedri" era iniziato il 30 giugno scorso con partenze scaglionate dall'aeroporto di Cagliari-Elmas a bordo di velivoli dell'Aeronautica Militare e si completerà entro la prima decade di agosto. vedi foto cerimonia
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

LA BRIGATA SASSARI AL COMANDO DEL SECTOR WEST

SHAMA, 25 LUGLIO 2020 - Il passaggio della Bandiera delle Nazioni Unite dalle mani del Generale Diego Filippo Fulco, comandante della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA, a quelle del 44° comandante della Brigata SASSARI, Generale Andrea Di Stasio, ha sancito il trasferimento della responsabilità del settore ovest della Missione Unifil. La cerimonia di avvicendamento al comando del contingente italiano e del settore occidentale della missione delle Nazioni Unite, è stata presieduta dal Generale di Divisione Stefano Del Col, Force Commander e Head of Mission di Unifil, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Libano,Nicoletta Bombardiere, e delle autorità politiche e militari libanesi..
Quello della GRANATIERI DI SARDEGNA è stato il mandato continuativo più lungo per un contingente italiano in Unifil nella quarantennale storia della partecipazione italiana alla missione di pace: 254 giorni di intenso lavoro in una zona di operazione di 650 chilometri quadrati nella quale operano cinque battaglioni lavorando giorno e notte con i colleghi delle 16 nazioni che formano la Joint Task Force - Lebanon Sector West. La "Leonte XXVII" si è chiusa con oltre 60.000 attività svolte, di cui 29.000 notturne. In oltre otto mesi di lavoro, 12.500 pattuglie hanno presenziato e controllato la Blue Line, la linea di demarcazione tra Israele e Libano che percorre per 55 chilometri l’area di operazioni sotto guida italiana. Un impegno che non ha subito flessioni ed è stato riarticolato dopo il 21 febbraio, data del primo caso ufficiale di Covid-19 in Libano. I peacekeeper hanno adottato le misure precauzionali necessarie per salvaguardare se stessi e la popolazione locale dal contagio, continuando però ad assolvere al proprio compito senza che le attività operative subissero flessioni. E così i 3.800 soldati sotto la guida del Gen. Diego Filippo Fulco hanno proseguito il loro lavoro con una media giornaliera di 250 attività.
"E’ con e grazie a voi che gli ottimi risultati che sono davanti agli occhi di tutti sono stati costruiti giorno dopo giorno con dedizione, attenzione, sacrificio - ha affermato il Gen. Fulco nella sua allocuzione - il vostro lavoro la vostra preparazione la vostra capacità e la vostra abnegazione sono state un ingrediente indispensabile per ottenere il risultato raggiunto, aggiungere altri otto mesi di pace alla storia recente di questo paese. Avete operato come ci si aspetta da un 'basco Blu' delle Nazioni Unite". L’operato del Sector West, della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA e del suo comandante sono state riconosciuti all'unanimità e il Presidente del Libano Michel Aoun ha concesso al Gen. Fulco la medaglia d’argento al merito dell’Esercito libanese.
"Non posso che essere orgoglioso del lavoro che avete svolto con attenzione, dedizione e professionalità in condizioni di crescente difficoltà - ha sottolineato il Gen. Del Col, quarto italiano a comandare Unifil, una delle missioni ONU più grandi con i suoi oltre 10.000 uomini sul terreno - ai colleghi della SASSARI ed al loro comandante Generale Di Stasio non posso che augurare un altrettanto importante impegno sicuro che la loro esperienza anche nell’operare in Libano ne farà da subito degli ottimi peacekeeper".
La cerimonia, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, si è svolta all'interno della base UNP 2-3 intitolata alla memoria della Medaglia d'Oro al Valor Militare Andrea Millevoi. ed è stata seguita da lontano dagli oltre 400 militari da poco arrivati che, seguendo i dettami sanitari internazionali, sono stati sottoposti ad un periodo di quarantena.
FONTE: DIFESA.IT

 

Il video sull'avvicendamento al comando girato dal Public Information Office della Joint Task Force - Lebanon- Sector West e pubblicato da militarynews fromitaly sul suo sito.

DIFESA: AUGURI CALVISI A BRIGATA SASSARI IN LIBANO‬

ROMA, 27 LUGLIO 2020 - "La Brigata SASSARI assume oggi il comando del settore Ovest di UNIFIL, in Libano, una delle aree più importanti per gli equilibri nel Medio Oriente. Sono certo che continuerà a svolgere quella importante funzione di peacekeeper nel processo di stabilizzazione di questo Paese, un ruolo che gli italiani svolgono in maniera eccellente da diversi anni e che ha consentito alle nostre Forze Armate di ottenere numerose attestazioni di stima dai nostri alleati, così come dai Governi e dalle popolazioni locali". Lo ha dichiarato il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi.
"La presenza di UNIFIL è ancora oggi fondamentale e irrinunciabile per garantire la stabilità del Paese e per mantenere gli equilibri di un’area che presenta ancora oggi notevoli complessità. Alle donne e agli uomini della Brigata Sassari, guidati dal Generale Andrea Di Stasio - continua Calvisi- il delicato compito di sostenere le Forze Armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area e di aiutare il governo libanese a garantire la sicurezza dei confini. Auguri di buon lavoro".


IL CONTRIBUTO NAZIONALE ALLA MISSIONE UNIFIL

Attualmente la consistenza massima annuale autorizzata dall’Italia per il contingente nazionale impiegato nella missione è di 1.076 militari, 278 mezzi terrestri e 6 mezzi aerei. In ambito nazionale l'operazione è denominata "LEONTE".
Da 7 agosto 2018, l'Italia per la quarta volta ricopre l'incarico di Head of Mission e Force Commander di UNIFIL con il Generale di Divisione dell'Esercito Stefano Del Col, alle cui dipendenze operano circa 10.300 militari provenienti da 45 paesi. Il Generale di Brigata dell'Esercito Andrea Di Stasio, dal 27 luglio 2020 è al comando del Settore Ovest di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) e della Joint Task Force italiana in Libano (JTF L-SW), principalmente composta da militari della Brigata SASSARI, alla seconda partecipazione alla missione UNIFIL nel “Paese dei cedri” dopo il mandato semestrale del 2016.

Nel dettaglio, nella Task Force sono presenti i seguenti assetti nazionali:

• il Comando del Settore Ovest (SW) di UNIFIL (HQ) stanziato nella base "MOVM Andrea Millevoi" in Shama;

• il Centro Amministrativo d'Intendenza (C.A.I.) di stanza nella base di Shama, il cui direttore, il Tenente Colonnello Massimiliano Multari, dirige e coordina le attività logistico – amministrative del complesso di unità organiche alle quali il Centro Amministrativo d'Intendenza è di supporto;

• un’unità di supporto alle attività operative (HQ Support Unit dislocata presso la base di Shama) al comando del Tenente Colonnello Andrea Cubeddu, che garantisce il supporto diretto al Settore Ovest attraverso assetti del 5° reggimento Genio Guastatori della Brigata SASSARI, le unità tecnico - specialistiche fornite dal battaglione "Leonessa" del 11° reggimento trasmissioni di Civitavecchia, nuclei cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto e personale armeno;

• una task force di manovra (ITALBATT, dislocata presso la base di Al Mansouri e siti operativi avanzati), su base 3° Reggimento bersaglieri di Teulada al comando del Colonnello Carlo Di Pinto. ITALBATT contribuisce con i Battle Group delle altre nazioni al controllo della “Blue Line” e del territorio del Sud del Libano in assistenza alle forze armate libanesi. Alle dipendenze di ITALBATT opera un Gruppo supporto di aderenza (Combat Service Support Battallion – CSS BN) che garantisce il sostegno logistico al Settore Ovest attraverso le proprie componenti trasporti, rifornimenti, mantenimento, assetti sanitari e nuclei di disinfezione;

• un elemento di supporto nazionale (IT NSE dislocato presso la base di Shama), su base Reggimento logistico "Garibaldi" di Persano al comando del Colonnello Fabio Nagni, alle cui dipendenze opera la Joint Multimodal Operation Unit, assetti dell’11° reggimento trasmissioni “Leonessa” e specialisti del 7° Reggimento NBC di Civitavecchia;

• un'unità di riserva (Sector Mobile Reserve – SMR, dislocata presso la base di Shama), costituita da uno squadrone esplorante del Reggimento "Cavalleggeri Guide" (19°) di stanza a Salerno, al comando del Capitano Ivan Cipolletta, dotata di VTLM “Lince” e Blindo Armata “Centauro”.

Nell'ambito del Sector West, operano unità di Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria.

Inoltre, fanno parte del contingente nazionale:

• una componente di Polizia Militare dell'Arma dei Carabinieri (dislocata presso la base di Shama);

• la componente dell'Aviazione dell'Esercito (Task Force "ITALAIR"), su base 2° Reggimento AVES "Sirio" di stanza a Lamezia Terme, agli ordini del Colonnello Antonio Giovanni Villani,  costituita da elicotteri AB-212, con compiti d'evacuazione sanitaria, ricognizione, ricerca, soccorso e collegamento. Ha base a Naqoura ed è posta alle dipendenze dal comandante di UNIFIL;

• il Military Community Outreach Unit (MCOU) che opera a Naqoura a leadership 28° reggimento comunicazioni operative "Pavia" di stanza a Pesaro.

Presso il Dipartimento per le Operazioni di Mantenimento della Pace (Department of Peacekeeping Operations - DPKO) dell'ONU a New York, su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, è stata istituita una Cellula di Direzione Strategica (Military Strategic Cell - MSC) della missione UNIFIL con il compito di fornire le linee guida e la direzione strategico militare al responsabile della componente militare di UNIFIL.

SHAMA, 25 LUGLIO 2020 - Tutto pronto a Shama per l'avvicendamento tra le Brigate GRANATIERI DI SARDEGNA e SASSARI al comando del Settore Ovest della missione Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. Per la Brigata SASSARI si tratta della seconda missione nella "Terra dei Cedri" dopo quella del 2016.
I Sassarini saranno attivi sul fronte della sicurezza per garantire il rispetto del cessate il fuoco nell'area mediante posti di controllo e di osservazione, ma anche pattugliamenti congiunti con le forze armate libanesi lungo la "blue line", la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. Il comando dell’operazione, denominata “Leonte XXVIII”, sarà affidato al generale Andrea Di Stasio, 44° comandante della Brigata SASSARI che per sei mesi guiderà un contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità (Italia compresa). Del contingente fanno parte 1.000 militari italiani, tra i quali 450 “sassarini”, che opereranno insieme ai peacekeeper di Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria. Il contingente italiano sarà costituito da personale del Comando Brigata e del 3° Reggimento bersaglieri di Teulada, da assetti del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer, dal Gruppo Squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno e dal Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi”.

IL 3° REGGIMENTO BERSAGLIERI IN LIBANO

AEROPORTO CAGLIARI-ELMAS, 19 LUGLIO 2020 - Con la partenza di circa 250 militari del 3° Reggimento bersaglieri di Teulada continua il dispiegamento della Brigata SASSARI in Libano nell’ambito della missione Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. I bersaglieri della SASSARI costituiranno la pedina operativa del contingente italiano, denominata Italbatt, e opereranno sotto il comando della Brigata SASSARI, responsabile del settore Ovest di Unifil, dove saranno attivi sul fronte della sicurezza per garantire il rispetto del cessate il fuoco nell'area mediante posti di controllo e di osservazione, ma anche pattugliamenti congiunti con le forze armate libanesi lungo la "blue line", la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele.
Oltre ai bersaglieri del comando di Reggimento e del XVIII Battaglione “Poggio Scanno”, dell'unità (circa 700 uomini agli ordini del colonnello Carlo Di Pinto) faranno parte il Gruppo Squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno, il Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi” e assetti specialistici del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer.
Il 3° Bersaglieri è partito con la Bandiera di Guerra del Reggimento che, con due Ordini Militari d'Italia, tre Medaglie d’Oro, tre d’Argento e tre di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito e una Medaglia di Bronzo al Valore Civile, è la più decorata dell’Esercito Italiano.
Il dispiegamento della Brigata SASSARI nel "Paese dei cedri" è iniziato il 30 giugno scorso con partenze scaglionate dall'aeroporto di Cagliari-Elmas a bordo di velivoli dell'Aeronautica Militare e si completerà entro la prima decade di agosto.

 

DIFESA: CALVISI SALUTA BRIGATA SASSARI CHE PARTE IN LIBANO

AEROPORTO DI CAGLIARI-ELMAS, 10 LUGLIO 2020 - "Sono certo che assolverete nel migliore dei modi il vostro mandato e che adotterete tutte le misure previste per garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU". Lo ha detto stamattina il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, salutando all’aeroporto di Cagliari-Elmas i militari della Brigata SASSARI in partenza per il Libano dove, nelle prossime settimane e per la seconda volta, guiderà la missione di pace dell’ONU nel settore ovest di UNIFIL.
A salutare la Brigata SASSARI erano presenti anche il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Christian Solinas, il presidente del Consiglio Regionale, Michele Pais, il Prefetto di Cagliari, Bruno Corda e il Comandante Militare Esercito Sardegna, Generale di Divisione Francesco Olla
"L’aver affidato alla Brigata SASSARI il comando del contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità è il giusto riconoscimento della professionalità, della dedizione al lavoro e della straordinaria capacità di dialogo che i nostri militari hanno sempre dimostrato in tutti i territori in cui sono stati chiamati ad operare per garantire la pace e la sicurezza. Oggi il Libano - ha continuato Calvisi - è un’area di grande rilevanza strategica per la sicurezza del Mediterraneo e dell’Europa. È un Paese in cui i tentativi di infiltrazione jihadista e la profonda crisi economica rendono la situazione ancora più complessa. In tale contesto, la presenza di UNIFIL continuerà a rappresentare un elemento di stabilità, che dovrà essere perseguita con determinazione, impegno e dialogo. L’Italia continuerà ad assistere la popolazione civile e a sostenere le Forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura. Continueremo a svolgere quella importante funzione di peacekeeper nel processo di stabilizzazione di questo Paese, un ruolo che adempiamo in maniera eccellente da diversi anni e che ha consentito alle nostre Forze armate di ottenere numerose attestazioni di stima dai nostri alleati, così come dai Governi e dalle popolazioni locali".
"Al Generale Di Stasio, prossimo Comandante del Settore Ovest di UNIFIL e della Joint Task Force italiana in Libano, e a tutto il personale dipendente, in particolare agli uomini e alle donne della Brigata SASSARI, che costituiscono l’asse portante della Task Force - ha concluso il sottosegretario Calvisi - va fin da oggi il più sentito ringraziamento di tutto il Paese per il contributo che daranno alla causa della pace, della sicurezza e della stabilità di questo Paese che attraversa ancora oggi una fase complessa".

LA NOSTRA DIRETTA SULLA PARTENZA DEL COMANDO BRIGATA SASSARI

 
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MISSIONE UNIFIL: BRIGATA SASSARI TORNA IN LIBANO

SASSARI, 4 LUGLIO 2020 - Nelle prossime settimane la Brigata SASSARI assumerà il comando del contingente italiano e del Sector West di Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon), la Forza multinazionale di interposizione delle Nazioni Unite, posizionata nel Libano del Sud, il cui mandato consiste nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
La risoluzione prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul territorio e nel garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. La missione Unifil ha anche lo scopo di assistere la popolazione civile e sostenere le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura.
Il comando dell’operazione, denominata “Leonte”, sarà affidato al generale Andrea Di Stasio, comandante della Brigata SASSARI che per sei mesi guiderà un contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità (Italia compresa) che sarà schierato nella regione ovest del “Paese dei cedri”.
Del contingente fanno parte 1.000 militari italiani, tra i quali 450 “sassarini”, che opereranno insieme ai peacekeepers di Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria. Il contingente italiano sarà costituito da personale del Comando Brigata e del 3° reggimento bersaglieri di Teulada, da assetti del 5° reggimento genio guastatori di Macomer e da altre unità specialistiche dell'Esercito.
Per la Brigata SASSARI si tratta della seconda missione in Libano dopo il mandato semestrale del 2016, dove i “dimonios” hanno maturato un bagaglio professionale di indiscusso valore, ma soprattutto un’approfondita conoscenza della cultura e delle tradizioni locali. A premessa dell’impiego all’estero, tutto il personale in partenza è stato sottoposto precauzionalmente a una serie di misure di sorveglianza sanitaria per prevenire possibili rischi di contagio da Coronavirus. I militari hanno osservato un periodo di isolamento e di osservazione di 14 giorni in idonee strutture alloggiative dell’isola dove sono stati sottoposti a tamponi e visite diagnostiche.
Il dispiegamento della Brigata SASSARI è iniziato nei giorni scorsi con la partenza di una prima aliquota di militari decollati dall’aeroporto di Cagliari-Elmas a bordo di un velivolo dell’Aeronautica Militare e si completerà entro la prima decade di agosto.
FONTE: COMANDO BRIGATA SASSARI – SEZIONE PUBBLICA INFORMAZIONE

UNIFIL: LE MISSIONI FINO A LEONTE XXVII
 

          

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