CAGLIARI, 6 SETTEMBRE 2015 - Per chi scrive è stato abbastanza facile trovare nel Museo Archeologico di Istanbul una tavoletta in argilla col primo trattato internazionale di pace di cui si ha traccia storica, quello di Kadesh (1275 a.C.) tra gli Egiziani di Ramses II e gli Ittiti di Muwatalli II. Molto più difficile, in tempi di memoria digitale, recuperare negli archivi della Regione Autonoma della Sardegna una lettera inviata il 20 Febbraio 2002 dall'allora Comandante Militare Autonomo dell'Isola, il Generale Giangabriele Carta, all'Assessore della Difesa dell'Ambiente Emilio Pani. Nella lettera il Comando Militare Autonomo rinnova l'invito alla Regione a porsi quale organo di controllo degli accertamenti finalizzati al monitoraggio dell'aria,  del terreno e dell'acqua dei poligoni della Sardegna. La proposta dell'Esercito, volta a porre fine ad una strumentalizzazione che già allora stava causando danni gravissimi all'immagine della Sardegna,  è rimasta sepolta negli archivi regionali e nessuno degli attuali responsabili politici sembra voler ricordare/riconoscere la disponibilità sempre dimostrata dalle Forze Armate all'istituzione di un Osservatorio Ambientale dei Poligoni militari della Sardegna. E ciò dopo che anche l'ultima indagine sul PISQ ha escluso l'esistenza di un disastro ambientale.

 

 

Dopo l'indagine conoscitiva  della Commissione Difesa della Camera in materia di servitù militari e le posizioni pubblicamente espresse da alcuni parlamentari sardi che sostengono la necessità di chiudere o ridimensionare i poligoni, alla luce della "lettera dimenticata" del 2002, abbiamo chiesto al Gen. Giangabriele Carta di fare il punto sulla situazione  in base alle sue conoscenze dirette sull'argomento 

INDAGINE SUI POLIGONI SARDI SULL'ONDA DI "A FORAS"
di GIANGABRIELE CARTA

CAGLIARI, 6 SETTEMBRE 2015 - Data la lunghezza del documento commento solo alcuni passaggi. La premessa è totalmente falsa: si parla di gravi patologie tumorali riscontrare nelle popolazioni che vivono attorno al poligono, ipotesi copiata da un quotidiano isolano che da qualche anno conduce una guerra personale contro i sardi che vestono l’uniforme. I dati scientifici rilevati da quattro commissioni disposte di volta in volta da Regione, Ministero della Salute, Arpa - Sardegna, Magistratura hanno invece dimostrato il contrario!
Le rilevanze tumorali in quelle aree sono addirittura inferiori alla media regionale e nazionale…come dire che il poligono fa bene! Ci si lamenta che aree di pregio come Porto Tramatzu e le Sabbie bianche di Porto Pino essendo nel poligono di Teulada siano precluse ai sardi. Falso, da anni sono spiagge che dal primo giugno al 30 Settembre sono gestite da cooperative di Teulada e Sant'Anna Arresi. Chiunque volesse fare un giro con il gommone nelle acque del poligono di Capo Teulada, può affittare un natante dal sig. Selis, proprio a Porto Tramatzu. Il discorso che le Sabbie Bianche non siano fruibili tutto l’anno è vero, ma nei mesi invernali non si vede nessuno sulle spiagge della Sardegna, vedi da Cannigione a Nora, a Chia e Tuerredda.
Si auspica un più forte impegno della Scuola Sottufficiali della Maddalena, .ma ormai al grido A Foras sos Americanos..A Foras sos Militares dei 1500 marinai di qualche anno fa ne restano solo 200 (gli altri sono emigrati a Taranto) e i 3000 americani sono andati altrove a spendere i loro dollari. A proposito. Visto che, partiti gli americani, non si è più parlato di radioattività. Ma allora era anche questa una ipotesi giornalistica? Il presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru, audito, auspica un uso duale per il poligono di Perdas. Ma allora perché si è opposto alla realizzazione di una adeguata pista di atterraggio e di alcune infrastrutture destinate ad ospitare lo sviluppo dei Droni europei?
Purtroppo, le ditte interessate si sono trasferite in Puglia facendo felice Vendola che si vedrà arrivare un centinaio di tecnici altamente specializzati..che spenderanno da lui i loro stipendi. L'on. Piras sostiene che si è riscontrato a Teulada un decremento demografico : ovvio ciò vale per TUTTI i Paesi della Sardegna che non siano attorno alle grandi città. L'on. Scanu, bontà sua, dice che bisogna chiudere Teulada, ma organizzarsi per reperire e garantire posti di lavoro sicuri in alternativa!
Benissimo, segnalo però che non sono i soli 1500 uomini e donne occupati a Teulada, occorre pensare agli altri 7000 posti di lavoro che dovranno essere reperiti, perché la chiusura del Poligono implicherà la chiusura della Brigata SASSARI, con annessi e connessi.
Capo Frasca? ...qui è tutta una balla: quello è un poligono "virtuale" dove non si spara, ma si impiegano artifizi fumogeni. Il poligono è un promontorio roccioso basaltico da sempre privo di vegetazione. Il problema è che , chiudendo Capo Frasca occorrerà dire addio a 1000 buste paga del personale italiano e a 500 buste paga del Reparto Addestrativo Tedesco di Decimomannu.
Finisco qui. Bisogna essere cauti quando si parla di queste cose perché noi sardi siamo specialisti nell’autocastrazione. Basti pensare alla insensata opposizione della Regione alla esercitazione aerea che avrebbe visto confluire a Decimomannu ben 5000 tra piloti, valutatori, tecnici elettronici..etc. che assistevano i velivoli delle aviazioni della NATO. I 5000 uomini stanno occupando (60 giorni) gli alberghi e ristoranti di Trapani e provincia, e noi ci siamo tenuti, senza alcuna ricaduta economica, l’esercitazione che continua a svolgersi nel cielo tra Spagna e Sardegna .
GIANGABRIELE CARTA
30° COMANDANTE BRIGATA SASSARI

 

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GEN. GIANGABRIELE CARTA
30° Comandante Brigata SASSARI
Ex Comandante del  Comando Militare Autonomo della Sardegna. Ufficiale di Cavalleria, è attualmente presidente dell'ANAC Sardegna.  E' l'autore della lettera dimenticata negli archivi della Regione Autonoma della Sardegna

Speciali

 

 


il punto di
  GIANGABRIELE CARTA

IL POLIGONO DI CAPO TEULADA E LA BRIGATA SASSARI

 il punto di
 NICOLO' MANCA

POLIGONI MILITARI, SALUTE E TUTELA DELL'AMBIENTE

Gli articoli di
 NICOLO' MANCA

il punto di
 GIANFRANCO SCALAS

 

lettera aperta
al Presidente Regione Autonoma Sardegna, Francesco Pigliaru

RENATO CAMMARATA
DELEGATO COCER ESERCITO